Cortina e Dolomiti

Cortina, la regina delle Dolomiti

Non solo mondanità. Dopo un viaggio che scorre sereno nella valle del Cadore arrivi a Zuel, con il suo storico trampolino, a memoria delle Olimpiadi Invernali del 1956. Subito dopo si apre una vallata che ti dà un colpo al cuore… Le 5 torri e le Tofane sulla sinistra, il Pomagagnon ed il Cristallo sulla destra: monti magici, pieni di leggende ladine e di piste indimenticabili. La bellezza è incomparabile, specie se ti avventuri per le strade che portano al passo Falzarego o verso Misurina, o ancora meglio se sali nelle funivie mozzafiato verso Ra Valles o Faloria. Allora capisci perché questo centro così apprezzato nel mondo si è meritato la sua fama

Cortina d’Ampezzo fa parte del comprensorio Dolomitisuperski, uno dei caroselli sciistici più grandi al mondo con 450 impianti di risalita inclusi in un unico skipass per usufruire di oltre 1200 km di piste Cortina d’Ampezzo fa parte del comprensorio Dolomitisuperski, uno dei caroselli sciistici più grandi al mondo con 450 impianti di risalita inclusi in un unico skipass per usufruire di oltre 1200 km di piste

LA SKI AREA : 85 KM DI PISTE INSERITE NEL CIRCUITO DEL DOLOMITI SUPERSKI

La Regina delle Dolomiti è un vero e proprio paradiso per gli amanti degli sport sulla neve e dona alcuni dei più suggestivi scenari invernali.                L’area sciistica di Cortina d’Ampezzo 3 comprensori collegati tra loro da un servizio di skibus gratuito:

• Cortina Cube che comprende Cristallo – Faloria – Mietres• Tofana• Lagazuoi – 5 Torri per un totale di 85 km di piste con il 95% di innevamento programmato per sciare da novembre ad aprile.per un totale di 85 km di piste con il 95% di innevamento programmato per sciare da novembre ad aprile.Lo Stadio del Ghiaccio, impianto più importante per dimensioni e impegno, è una tappa obbligata. Al suo interno è custodito il braciere dove risplendeva la Fiamma Olimpica. La struttura ospita, sia d’inverno che d’estate una pista di pattinaggio aperta al pubblico con istruttori sempre a disposizione.• Si passa poi alla gloriosa pista da bob intitolata a Eugenio Monti • infine al Trampolino Italia• I più sportivi si possono mettere alla prova con una discesa lungo la mitica pista Olympia delle Tofane, ancora oggi sede delle gare di Coppa del Mondo di sci femminile.

Un po' di storia

LA NASCITA DELLE DOLOMITI Le Dolomiti 250 milioni di anni fa erano un insieme di conchiglie, coralli e alghe immerse in un mare tropicale. Emerse 70 milioni di anni fa, lavorate dal tempo e dagli agenti atmosferici, rappresentano oggi un magnifico tesoro geologico e donano al paesaggio una bellezza incomparabile. Queste montagne prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu, che nella seconda metà del 18°secolo, per primo, studiò il particolare tipo di roccia predominante in questa regione battezzandola “dolomia”. Il minerale dona alle montagne una particolare tonalità chiara – motivo per il quale le Dolomiti prendono anche il nome di “Monti pallidi”.Al sorgere del sole e, soprattutto, al tramonto, la dolomia assume un colore dal rosato al rosso fuoco: il fenomeno, le cui variazioni di tinte sono dovute alle diverse posizioni del sole durante l’anno e alle condizioni dell’atmosfera, è detto Enrosadira ed è particolarmente visibile nelle sere d’estate.Le Dolomiti oggi sono montagne tutelate dall’UNESCO e dal Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.

DAI PRIMI INSEDIAMENTI AL TURISMO Quella che avvolge Cortina d’Ampezzo e una storia che si perde nella leggenda tra avvicendamenti di antichi romani e popolazioni barbare.Paese di allevatori, Cortina d’Ampezzo deve il suo sviluppo allo sfruttamento delle foreste e al commercio del legname. Per la sua posizione geografica di frontiera fu annessa alia Serenissima Repubblica di Venezia prima e, poi, per ben 400 anni, all’Impero Austro – Ungarico.Dalla metà del 1800, grazie alle ferrovie che portavano nella Conca ricchi viaggiatori anglo – sassoni, tedeschi e russi, Cortina d’Ampezzo andò trasformandosi nella vera capitale delle Dolomiti e nacquero, così, i grandi alberghi e le prime strutture sportive e turistiche.II conflitto mondiale del ’15 – ’18 fu, però, l’evento storico che più di ogni altro sconvolse il territorio, tanto che molti dei versanti dolomitici che circondano la Valle ampezzana ne portano ancora oggi i segni tangibili.Passati sotto il Regno d’Italia nel 1918, successivamente alla sconfitta dell’esercito Austro – Ungarico, i Monti Pallidi si aprirono al mondo e soprattutto allo sport che permise a Cortina d’Ampezzo di diventare la Regina delle Dolomiti in un lasso di tempo molto breve.

LA PRIMA GUERRA MONDIALE Sulle montagne di Cortina d’Ampezzo è stata scritta una parte importante della Prima Guerra Mondiale.Questo evento storico ha sconvolto il territorio ampezzano il quale, allo scoppio del conflitto, si trovava ancora sotto il potere asburgico.Oltre ai monumenti eretti in ricordo dei caduti, come I’Ossario di Pocol, sulle montagne ci sono numerose testimonianze di quello che fu il fronte tra Austria e Italia: gallerie e trincee, fortini e postazioni, strade e camminamenti sono solo alcuni esempi di quello che si può incontrare in una gita nella Valle d’Ampezzo. Alcuni dei luoghi che costituirono lo scenario dei combattimenti tra gli eserciti, sono stati in parte restaurati e trasformati in testimonianze vive della Grande Guerra.II restauro dell’archeologia bellica, cui hanno partecipato anche gli eserciti dei paesi che dal 1915 al 1918 si sono combattuti su queste stesse montagne, ha portato a realizzare quello che oggi è il più esteso museo all’aperto dedicato al primo conflitto mondiale.Nell’area del Passo Falzarego, compresa tra il Lagazuoi e le 5 Torri, a pochi passi dai rifugi e dalle palestre di roccia, con l’eventuale ausilio di moderni impianti di risalita o con brevi camminate, e ora possibile avvicinarsi e conoscere le gallerie di guerra del Lagazuoi, le trincee e le postazioni all’aperto delle 5 Torri, il Museo all’aperto del Sas de Stria o visitare il restaurato Forte Tre Sassi in Valparola che ospita il Museo della Grande Guerra.

DALLE OLIMPIADI A OGGI La definitiva consacrazione di Cortina d’Ampezzo a località sportiva di assoluto prestigio e a meta privilegiata per le vacanze avviene in occasione delle Olimpiadi Invernali del 1956, quando i Giochi Olimpici sono trasmessi in diretta televisiva per la prima volta in Italia.Da allora Cortina d’Ampezzo e destinazione turistica d’eccellenza e il luogo prescelto per numerosi eventi sportivi internazionali, con oltre 25 edizioni della Coppa del Mondo di Sci Alpino Femminile, gli appuntamenti di sci nordico, la Coppa del Mondo di Snowboard, la Coppa del Mondo di Freeride e manifestazioni sportive delle tante discipline outdoor.Oggi la popolazione di Cortina d’Ampezzo è di 6.000 abitanti circa ma raggiunge le 50.000 presenze in alta stagione grazie al turismo.La Regina delle Dolomiti ha saputo però conservare molto bene nel tempo il suo ricco patrimonio di tradizioni: ne sono testimonianza l’ordine e il rigore che hanno regolato la crescita edilizia nel rispetto del territorio; l’uso del tradizionale costume femminile ricco di colori e la consuetudine al dialetto ladino dalle dolci inflessioni.Ritorno al passato, sulle tracce della fiaccola olimpica. Un tour particolarissimo, un viaggio che ogni turista può effettuare tra le costruzioni simbolo delle storiche Olimpiadi invernali del 1956.

LE DOLOMITI PATRIMONIO NATURALE DELL'UMANITÀ UNESCO

• In data 26 Giugno 2009, l’UNESCO ha inserito le montagne calcaree situate nel nordest d’Italia nel prestigioso elenco mondiale del Patrimonio Naturale dell’Umanità per la loro monumentale bellezza.
• Con questo atto, le Nazioni Unite hanno riconosciuto ufficialmente tramite la propria organizzazione per I’educazione, la scienza, la cultura, le peculiarità e I’unicità delle Dolomiti.
• Adesso quindi anche le montagne della Regina delle Dolomiti sono riconosciute a ragione fra le montagne più belle della Terra.
• Fondazione Dolomiti UNESCO
Le Dolomiti, immerse in un mare tropicale, sono emerse soltanto 70 milioni di anni fa. Lavorate e scolpite dagli agenti atmosferici, rappresentano oggi un magnifico tesoro geologico e donano al paesaggio una bellezza incomparabile.

Il particolare tipo di roccia predominante, la dolomia, dona alle montagne una particolare tonalità chiara, motivo per il quale le Dolomiti prendono anche il nome di “Monti pallidi”.
All’alba e al tramonto, la dolomia assume un colore dal rosato al rosso fuoco: il fenomeno, è detto Enrosadira ed è particolarmente visibile nelle sere d’estate.
La Valle d’Ampezzo rappresenta il luogo ideale per addentrarsi e scoprire un mondo unico fatto di pareti verticali, verdi vallate, alpeggi d’alta quota, boschi, ruscelli, laghi, canyon e cascate.
Numerosi professionisti della montagna sono a disposizione per farti conoscere le Dolomiti, le loro storie, la flora e la fauna.

Le leggende

LA STELLA ALPINA
Quando Dio creò la terra, decise di ricoprirla di fiori e piante.
Creò fiori di ogni colore e profumo, piante con frutti di ogni sapore ed erbe con favolose proprietà che distribuì un po’ ovunque. Prati e colline divennero meravigliosi tappeti colorati e boschi rigogliosi pieni di vita. Solo le alte cime rocciose delle Alpi erano ancora spoglie e silenziose. Nulla poteva crescere così in alto, al freddo fra i sassi. Le montagne, rattristate, chiesero aiuto al cielo. In una notte di luna piena gli angeli colsero le stelle che illuminavano il buio e le sparsero sulle rocce, tra i crepacci. Le montagne felici le avvolsero subito in una morbida peluria per ripararle al freddo e offrirono un po’ di terra perché potessero aggrapparsi tra i sassi con le fragili radici e la Luna, dal cielo, incantata da quello spettacolo di stelle tra i monti, mandò la sua luce e donò ai fiori il suo candore. Al sorgere del sole, le montagne erano finalmente fiorite e luccicanti di gioia: erano nate le prime Stelle Alpine.

I MONTI PALLIDI
C’era una volta un figlio di re il cui regno si trovava fra le Alpi Orientali.
Il regno era ricco di pascoli verdi, di boschi ombrosi, di montagne alte e rocciose ma il principe era infelice perché lo tormentava il desiderio di andare sulla Luna. Un giorno smarritosi nel bosco il principe giunse in un altopiano fiorito di rododendri dove si addormentò e sognò di parlare con una bellissima fanciulla che disse di essere la figlia del re della Luna.
Destatosi dal sogno al principe parve di udire delle voci lontane: nascosti da una nube sulla cima di una rupe stavano due vecchi che si presentarono come abitanti della Luna e lo invitarono ad andare sul pianeta con loro. Fu così che il principe poté giungere sulla Luna e, trovata la principessa che avevo visto in sogno, sposarla.Dopo anni felici sulla Luna il principe fu, però, costretto a lasciare il pianeta con la sua bella sposa e a far ritorno sulla Terra dove passarono altrettanti lunghi anni felici fino a quando la principessa non si ammalò di tristezza e dovette tornare sulla Luna per non morire. Il principe disperato si ritirò, allora, in una grotta dove incontrò i re dei Salvani, i nani abitatori delle caverne e dei boschi, con il quale fece un patto: i nani avrebbero filato la luce della Luna per vestire con la chiara luce delle regioni lunari tutte le montagne del regno, mentre il principe si impegnava a riconoscere al re dei Salvani un territorio tutto per loro sui monti e nei boschi.
Fu così che il principe poté ricondurre la sua sposa nel regno dei Monti Pallidi e i Nani avere quanto loro promesso. I Monti Pallidi oggi si chiamano Dolomiti e i Salvani abitano tuttora nella macchie, nelle caverne e nelle foreste di queste montagne.
Liberamente tratto da “I Monti Pallidi” di Carlo Felice Wolf

ENROSADIRA
Al tramonto le cime delle Dolomiti possono tingersi di un sorprendente colore rosa. Il fenomeno, dovuto alla peculiare composizione minerale delle pareti rocciose, è chiamato Enrosadira, il ‘diventare di color rosa’. Un’antica leggenda locale narra di un magico regno del popolo dei nani governati da Re Laurino che aveva sul Catinaccio uno splendido giardino di rose. Laurino aveva una bellissima figlia, Ladina. Un giorno il Principe del Latemar, incuriosito dalla presenza di quelle stupende rose in un luogo tanto aspro e selvaggio, si inoltrò nel regno dei nani, vide Ladina, e innamoratosi decise di rapirla e portarla nel Latemar per sposarla. Laurino, disperato, maledisse i fiori che lo avevano tradito rivelando la posizione del suo regno e ordinò alle rose di non fiorire più, né di giorno né di notte, dimenticandosi del tramonto.Da quel giorno, a quell’ora, sulle splendide montagne delle Dolomiti si possono ammirare le rose fiorire.

Podere di Costabella | Cortina e Dolomiti