Le città d’arte

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Padova

Padova La città sede di una prestigiosa ed antica università, vanta numerose testimonianze di un glorioso passato culturale ed artistico, che la rendono meta di turisti da ogni parte del mondo.

È oggi un importante centro economico, uno dei più importanti e grandi centri di trasporti intermodali, anche fluviale, di tutta Europa e rappresenta attualmente il più grande interporto nel nord e centro Italia.

Arte e cultura:
Padova conserva uno dei più straordinari e rivoluzionari capolavori dell’arte medievale, la Cappella degli Scrovegni, illustrata agli inizi del Trecento da Giotto.
È universalmente nota anche come la città di Sant’Antonio, il famoso francescano portoghese, nato a Lisbona nel 1195, che visse qui per alcuni anni e vi morì (13 giugno 1231). I resti del Santo sono conservati nella Basilica di Sant’Antonio, meta di numerosi pellegrini da tutto il mondo e uno dei monumenti principali della città.

Casa mangiare - Prodotti tipici

Bìgoli – bìgoi Pasta alimentare tipo spaghetti freschi di grosse dimensioni prodotti con farina, uova, acqua e sale. Nella variante “bigoli mori” o “bigoi neri” si usa farina integrale o nero di seppia.

La Gallina Padovana è famosa nel Mondo fin dal 1600 quando furono definite di razza “Padovana” tutte le galline col ciuffo.

Oca in onto padovana Carne di oca disossata, salata e conservata nel grasso dell’oca stessa, o del maiale o nell’olio.

Carne di Musso (asino) In molte famiglie, trattorie e ristoranti della città e della provincia di Padova è comune l’uso della carne di asino in particolare cucinata in umido (spezzatino – musso in umido) o brasata.

Torta sgriesolóna o rosegòta o sbrisólona (Nota a Padova soprattutto come “Fregolòtta”)

Smegiassa Dolce di cucina contadina prodotto con farina di mais, farina di grano, acqua di cottura del musetto, zucchero, miele, uva passita, fichi secchi, buccia di arancia, grappa, zucca arrostita in forno;

Shopping

un itinerario culturale-commerciale è costituito dal percorso che parte dal Prato della Valle, fino al Santo; poi per via del Santo fino a Palazzo Zabarella, sede di eventi espositivi, per proseguire poi per via Zabarella; una bretella su via Altinate e poi fino a Piazza degli Eremitani dove si trova il polo culturale-museale di Padova.

Lungo questo itinerario ben 300 negozi presentano attività commerciali diversificate dagli articoli religiosi dell’area del Santo ai dolci e all’antiquariato; dalla oggettistica alla moda, dagli accessori ai tessuti; dalle fragranze griffate alla ceramica; dall’artigianato orafo, della ceramica e del legno.

Altra tipica via della moda, si trova nel percorso che parte da via San Fermo fino a Galleria Borromeo con tanti negozi e boutiques relativi alle griffe più famose dell’abbigliamento, atelier, profumi, pelletterie, fragranze, orologi.

Curiosità

Il cinquecentesco Orto Botanico di Padova, fra l’altro il primo al mondo, fu anche il primo ad avviare in Italia la coltivazione sperimentale di patate e girasoli, che come tutti sanno furono importati dal Nuovo Mondo“
Il Castello dell’Amore. Prato della Valle era teatro nel Medioevo di un’usanza che sarebbe davvero bello riscoprire, o per lo meno rielaborare: al suo centro vi si costruiva un castello di legno, sulle torri del quale un certo numero di ragazze, belle e di buona famiglia, montavano la guardia contro un’orda di giovani che prendeva d’assalto la fortificazione lanciando fiori, frutta pregiata, gioielli e boccette di profumo. Una volta conquistati i torrioni, i primi giovani arrivati prendevano per mano la ragazza che avevano scelto di “assaltare” e avevano quindi diritto di cenare assieme a lei… e in un secondo tempo, nel caso l’assedio fosse coronato da duraturo successo, di farci una bella famiglia.

La bisbetica domata, commedia di William Shakespeare, è ambientata a Padova.

Treviso

Treviso città da visitare in ogni stagione, scoprendo i suoi scorci originali, respirando la sua atmosfera di tranquilla vita cittadina.
Una città che sa regalare momenti magici a chi ama camminare senza fretta seguendo i corsi d’acqua, sui ciottoli consumati dal tempo e dalla storia per ritrovarsi in un osteria e nei piccoli locali affacciati sulle piazze ad assaporare le prelibatezze della terra trevigiana.

Arte e cultura:
Cuore della città e luogo di incontro dei trevigiani è piazza dei Signori con il suo Palazzo dei Trecento e l’elegante Loggia Dei Cavalieri.

I due fiumi, Sile e Cagnan, s’insinuano tra le vie e donano un fascino unico al centro storico racchiuso dalle antichissime mura.

Le case porticate con le belle facciate affrescate che si riflettono sul canale dei Buranelli e l’Isola della Pescheria, creata nel fiume Cagnan per ospitare il mercato del pesce, raccontano lo stretto legame di Treviso con le sue acque.

Monumento notevole è il Duomo che contiene, all’interno della Cappella Malchiostro, gli affreschi del Pordenone e la pala con l’Annunciazione del Tiziano. Altri tesori artistici sono racchiusi nel polo museale di Santa Caterina dei Servi di Maria, tra cui il ciclo delle storie di Sant’Orsola di Tommaso da Modena, e alcune opere di G. Bellini, Lotto, Tiziano, J. Bassano.

Merita una visita anche la chiesa domenicana di San Nicolò, con la celebre sala del Capitolo affrescata da Tommaso da Modena. Per gli amanti dell’arte l’appuntamento è nella Casa dei Cararresi, divenuta i questi ultimi anni sede di prestigiose mostre internazionali.

Cosa mangiare – Prodotti tipici
Radicchio rosso di Treviso e Radicchio Variegato di Castelfranco IGP, asparago bianco di Cimadolmo, formaggio Casatella e vini DOC e DOCG, tra cui il famosissimo Prosecco.
Tra i piatti più rappresentativi del territorio trevigiano, mentre tra i piatti tipici si ricordano risi e bisi (riso con i piselli) e sopa coada (zuppa di piccioni).

Shopping:

Via Calmaggiore la via principale della città, che attraversa tutto il centro storico. In entrambi i lati della via, palazzi che recano ancora tracce di affreschi, sia in facciata, sia sotto i portici, presenti per tutta la lunghezza della strada, che ospitano i negozi storici della città e le grandi griffe.

Curiosità:
Nella bella chiesa di San Francesco ci sono tombe di figli illustri! Quella di Pietro, figlio di Dante, e quella di Francesca, figlia del Tetrarca.

Trevigiano è Pierre Cardin, rinomato stilista noto con nome francese (è francese d’adozione, in effetti) ma il vero nome è Pietro ed il cognome si dovrebbe pronunciare alla veneta!

Verona

Verona, città dal fascino antico, è considerata dopo Roma, la città più importante per la presenza di resti romani ben conservati.
Verona offre una suggestiva passeggiata lungo il Liston il passeggio dei veronesi, marciapiedi realizzato con le pietre rosa della Valpolicella.

Arte e cultura: alcuni siti da vedere e/o visitare

L’anfiteatro Arena, costruito intorno alla prima metà del I sec. D.C. che è uno degli edifici più importanti e meglio conservati dell’epoca romana.
Per dimensioni è, dopo il Colosseo di Roma e l’anfiteatro di Capua, il più grande fra i resti romani giunti in epoca attuale.
La sua forma ellittica, permette un’acustica perfetta da ogni punto in cui ci si trovi all’interno dell’edificio, il quale è in grado di ospitare un cospicuo numero di persone, attualmente 22.000. L’Arena di Verona è ad oggi sede di numerosi spettacoli lirici (di cui è impossibile non menzionare la famosissima Aida) ma anche di eventi legati alla musica sia di artisti italiani che internazionali.

La Casa di Giulietta fra i luoghi ispirati alla vicenda del capolavoro lirico di Shakespeare, in via Cappello n.23 troviamo la famosa Casa di Giulietta, una delle mete obbligate anche per chi abbia a disposizione un solo giorno per visitare la bella Verona.
Il portico di ingresso ci conduce nell’affascinante cortile, ove si affaccia il balcone da cui Giulietta dichiarò il proprio amore verso Romeo.
Piazza delle Erbe, antico foro romano,  che da sempre ospita un florido mercato.
Il Teatro Romano meravigliosa opera realizzata nel I° secolo a.C., raggiungibile dal Ponte Pietra.
Il Duomo di Verona cattedrale costruita nel XII secolo, che offre, oltre alle straordinarie sculture romaniche, anche un capolavoro d’arte quale è l’Assunta del Tiziano.

Cosa mangiare - Prodotti tipici

Sin dai tempi dell’antica Roma, le nobili famiglie di Verona avevano raggiunto fama per i pranzi offerti durante lussuosi ricevimenti. Anche parlando dei principi Scaligeri, si racconta che allietassero i numerosi ospiti della loro corte con ricche libagioni e squisite pietanze.
Gli Gnocchi di Verona rappresentano una preparazione classica della gastronomia veronese, presente nella cucina delle famiglie, originariamente legata ai festeggiamenti del Carnevale.

La Pastisada de caval di Verona è un piatto di lunga cottura, a base di carne di cavallo, vino, verdure e aromi, atto a condire originariamente gli gnocchi preparati dalle massaie del rione di San Zeno in Verona.
Il Nadalin di Verona è un dolce tipico natalizio della tradizione veronese. La ricetta che segue è quella certificata dal regolamento De.Co., nelle due versioni: classica e arricchita.

La Pearà di Verona è una salsa cotta che serve ad accompagnare il bollito misto, piatto tradizionale di buona parte dell’area pedemontana del Veronese.
La Renga de Parona di Verona è un preparato a base di pesce, servito tradizionalmente il primo mercoledì di Quaresima in località Parona, atto a condire polenta o pasta.
Shopping: percorrendo il Liston, si giunge in via Mazzini, la più frequentata nonché elegante via di Verona ove è facile rimanere catturati dai numerosi negozi che la circondano.

Curiosità. Il Pozzo dell’Amore è un piccolo angolo romantico di Verona, situato a pochi passi dalla turistica e sempre affollata Piazza delle Erbe. Così recita la targa apposta sul pozzo: “ Getta nel pozzo un solo soldino, pensa un momento al tuo destino, non ti distrarre, non far rumore… eccolo…eccolo…arriva l’amore!

A Verona, nel 1892, nacque Emilio Salgari, l’autore di Sandokan.

Bassano del Grappa

Attraversata dal fiume Brenta, Bassano del Grappa è una delle città piu’ popolate e sviluppate del Veneto. Oltre a un’economia industriale in forte crescita e a una vivace attività culturale,
Bassano fu capitale della Ceramica fino al ‘700. In diversi ambienti si visitano un’esposizione cronologica che parte dalle ceramiche medioevali di scavo a vasi di farmacia, piatti e tazze fino ad arrivare a delle sculture del secolo XIX.

Arte e cultura

La vera perla di Bassano è però il celebre Ponte, progettato dal Palladio in legno perchè la sua elasticità fosse in grado di contrastare l’impetuosità del fiume Brenta. Subì diversi e pesanti danneggiamenti sia a causa del fiume, sia a causa di bombardamenti, ma sempre ristrutturato sulle direttive palladiane. L’ultima ricostruzione risale al secondo dopoguerra per opera degli Alpini.
Nella piazza centrale del Monte Vecchio sorgono l’imponente palazzo del Monte di Pietà e la casa Dal Corno Bonato, la cui facciata era stata affrescata da Jacopo Da Ponte, detto il Bassano (le opere sono ora conservate al Museo Civico); a pochi passi, nella piazza della Libertà, la chiesa neoclassica di San Giovanni, realizzata nel 1300 dall’architetto Giovanni Miazzi.
Meravigliosa è anche la quattrocentesca Loggia del Comune.
Tutto l’abitato è costellato di edifici di splendido gusto, arricchiti di preziosi ornamenti: una passeggiata per le tranquille piazzette, infatti, può rivelarsi molto affascinante.

MUSEO HEMINGWAY E DELLA GRANDE GUERRA
Si tratta di un museo piccolo ma ricco di reperti della Prima Guerra Mondiale per la gran parte proveniente dall’Altipiano di Asiago comprendente bombe, baionette, reticolati, documenti originali dell’epoca. Uno dei pezzi più preziosi è un foglietto lanciato da D’Annunzio durante il famoso volo su Vienna. Fondato nel 1948 il Museo sorge sulla riva destra del Brenta, a ridosso del Ponte Vecchio.
Museo della Ceramica G. Roi
Il Museo della Ceramica, dedicato dal 2011 al marchese Giuseppe Roi, occupa tutto il piano nobile di Palazzo Sturm.
Curiosità:
Per accedere al piccolo museo degli Alpini bisogna entrare nella caratteristica taverna alla testata del ponte e scendere le scale sulla sinistra. L’ingresso è a pagamento e costa un euro (una volta era gratis); in due sale sono conservati cimeli e racconti relativi alla storia del ponte e alle tragiche guerre combattute in zona.

Asolo

Visitare Asolo, è un momento indescrivibile. Di lei scrisse Manlio Brusatin, che è una  “rara città di case che parlano”. Alcuni suggerimenti: la piazza centrale, oggi intitolata a Garibaldi, con l’antica fontana sovrastata dal leone di San Marco; la cattedrale, ricostruita nel 1747, con la sua facciata romanica e all’interno  l’Assunta, capolavoro di Lorenzo Lotto (1506).
La loggia della Ragione e la sala della Ragione dove si trovano gli stemmi dei podestà asolani; palazzo Polo con le sue eleganti trifore, casa Tabacchi dove Browning scrisse i versi di “Asolando”, la fontanella Zen (1571) e villa Freya, dimora della famiglia Stark.
Ed ancora casa Malipiero, che ospitò il musicista veneziano, e nella chiesa di San Gottardo. Salendo lungo la bella via Bembo, si costeggiano le mura fortificate che salgono alla rocca e si ritorna in piazza.

Via Regina Cornaro tra due ali di palazzi quattrocenteschi affrescati e dotati di portici; il castello della Regina, ora Teatro Duse, con la torre Civica e la più piccola Reata. Palazzo Beltramini, ora municipio; via Belvedere, dove fino al 1547 era ospitata la comunità israelitica.
In via Canova si ammirano casa Duse e, sotto porta Santa Caterina, casa De Maria e la graziosa chiesetta di Santa Caterina con affreschi del Trecento. Sul colle degli Armeni, è notevole il “fresco” di villa Contarini. Salendo per la stretta via Sant’Anna, si arriva in faccia all’omonima chiesa. Nel cimitero, le tombe dell’attrice Eleonora Duse (1858-1924) e dell’esploratrice e scrittrice Freya Stark (1893-1993). Ricordiamo le parole della Duse: “Amo Asolo perché bello e tranquillo, paese di merletti e di poesia”.

I Colli Asolani sono il punto di partenza per passeggiate ed escursioni intorno alla città che dolcemente circondano.
Dal centro storico si diramano diversi percorsi da fare a piedi o in bicicletta.
Il paesaggio primaverile offre la fioritura dei ciliegi e dei peschi che colorano il paesaggio. Nei dintorni sono da vedere grandi capolavori dell’arte italiana: a 5 km Villa Barbaro di Maser, progettata da Andrea Palladio (1550) con affreschi di Paolo Veronese, a 10 km Possagno, con la casa natale e la Gipsoteca dello scultore neoclassico Antonio Canova (1757-1822), lì sepolto; a 5 km. la tomba Brion, opera di Carlo Scarpa, notevole esempio di architettura funeraria; a 14 km Villa Emo, altro capolavoro dell’architettura palladiana.

Podere di Costabella | Le città d’arte